Le ragioni della mia pittura | Le ragioni della mia pittura |
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Ma nonno Camillo era speciale, lui si che era un "uomo di mare", quando andava e veniva dall' Australia con i bastimenti a vela, i motori, su quelle barche, non li avevano ancora inventati...e fu da lui che "imparai" il mare e l'etica che si forma con esso ed ora sta lentamente scomparendo. All'inizio il mio limite fu la rappresentazione formale in una competizione alla ricerca dell'armonia e della forma.
Mi esaurii avendo la sensazione che per me la sola rappresentazione estetica tradizionale non era sufficiente a dare un senso più preciso a ciò che sentivo e andava oltre questa. La passione per il mare si concentrava sempre più sul mezzo necessario per viverlo. Mancava nel mio lavoro ciò che il mezzo rappresentava ed il suo significato onirico. Negli anni '80 decisi di abbandonare l'arte , nel senso tradizionale, per diventare nuovamente artigiano e, cioè, come disse Renzo Piano " l'artigiano è colui che crea gli strumenti del proprio divenire ". Capii che per creare ciò che volevo dovevo costruirmi i mezzi per la sua realizzazione e concentrarmi esclusivamente alla rappresentazione del soggetto in una ricerca quasi maniacale sperimentando ogni mezzo per raggiungere la sua sublimazione, suscitare meraviglia, stupore e quindi gioia. Provando io stesso una gioia immensa nel divenire dove si fondevano amore e passione riuscendo ad amalgamare e fondere quattro diverse tecniche specifiche.
Dare l'emozione di una storia per mezzo di un oggetto che appartiene alla storia stessa, suscitando nel fruitore il desiderio di accarezzarlo quasi a volerne cogliere il contenuto in un gesto di riconoscenza e d'amore verso ciò che per noi è quello strumento di liberazione, scoperta e avventura. L'avventura dell'uomo rappresentata da questi ..." legni di mare ".
Roma, 1980
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